Il metabolismo basale (BMR, basal metabolic rate) e il consumo di ossigeno in eccesso post-esercizio (EPOC) svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del bilancio energetico.
Il BMR rappresenta la spesa energetica di base necessaria per mantenere le funzioni corporee, e costituisce circa il 60-70% della spesa energetica giornaliera, mentre l’EPOC si riferisce all’aumento della spesa energetica durante il periodo di recupero successivo ad un esercizio, che si somma all’energia spesa durante la sua esecuzione.
Il BMR ĆØ influenzato da fattori quali massa corporea magra, etĆ , sesso, massa corporea, altezza e BMI.
Diversi fattori influenzano l’entitĆ e la durata dell’EPOC. L’intensitĆ ha dimostrato una relazione curvilinea positiva con l’entitĆ dell’EPOC, mentre la relazione con la durata ĆØ lineare, soprattutto quando l’intensitĆ supera il 50-60% del VĢO2max. Inoltre, esiste una relazione tra EPOC e composizione corporea, tra cui grasso corporeo e massa muscolare, e stato di allenamento.
Teoricamente dovrebbe esserci anche una correlazione tra BMR ed EPOC, principalmente legata all’intensitĆ dell’esercizio, poichĆ© l’EPOC ĆØ determinato principalmente da questāultimo parametro. Sembra, però, che nessuno studio pubblicato abbia esplorato la relazione tra queste due variabili.
Nello studio di Huang et al. (BMC Sports Sci Med Rehabil. 2025;17(1):3. doi: 10.1186/s13102-024-01045-7) gli autori hanno condotto un’indagine completa sulla relazione tra EPOC, EPOC normalizzato al consumo di ossigeno durante l’esercizio, livelli di lattato nel sangue, BMR e alcune variabili antropometriche e fisiologiche.
Sono stati reclutati 54 soggetti di etĆ compresa tra i 20 e i 50 anni (etĆ media di 33 anni).
A ogni partecipante ĆØ stato chiesto di visitare il laboratorio cinque volte in un periodo di tre settimane. Durante queste visite ĆØ stata eseguita la misurazione del BMR, un test di sforzo cardiopolmonare incrementale su cicloergometro (INC, che consisteva in un minuto di pedalata senza carico, seguito da un aumento continuo dellāintensitĆ pari a 15 W/min fino all’esaurimento, determinando, cosƬ, il ritmo di lavoro massimo) e, in tre differenti giorni, i protocolli di allenamento ad un ritmo di lavoro costante CWR (constant-work-rate exercise).
Sono state inoltre raccolte informazioni demografiche complete, tra cui sesso, etĆ , altezza, peso e indice di massa corporea (BMI).
I tre protocolli CWR, eseguiti su cicloergometro, corrispondevano ad un esercizio a bassa intensitĆ (35% del tasso di lavoro massimo, LC) per 15 min; un CWR ad intensitĆ moderata (60% del tasso di lavoro massimo, MC) per 10 min; e un CWR ad alta intensitĆ (90% del tasso di lavoro massimo, HC) per 4 min. La selezione delle intensitĆ durante il CWR corrispondente a bassa (35%), moderata (60%) e alta (90%), si basava su tre zone, definite dalla prima e seconda soglia ventilatoria (VT1 e VT2 rispettivamente): al di sotto di VT1, tra VT1 e VT2 e al di sopra di VT2. Nella maggior parte delle persone, VT1 si verifica al 40-60% del VĢO2max, mentre la VT2 nell’intervallo tra il 61,3% e l’85,4% del VĢO2max.
Sono stati misurati respiro per respiro la ventilazione minuto (VĢE), il consumo di ossigeno (VĢO2) e la produzione di anidride carbonica (VĢCO2).
Dopo ogni test CWR, sono stati calcolati l’EPOC e il rapporto tra EPOC e consumo di ossigeno durante l’esercizio (OC, oxygen consumption during exercise), EPOC/OC.
Sono stati raccolti immediatamente (30ā60 s) campioni di sangue venoso per valutare la concentrazione di lattato nel sangue (BLa).
L’EPOC ĆØ stato calcolato sommando la differenza tra il VĢO2 post-esercizio e il VĢO2 basale stabilito nella precedente misurazione del BMR e quindi moltiplicato per la durata del respiro corrispondente. Analogamente, lāOC ĆØ stato calcolato sommando la differenza tra il VĢO2 durante l’esercizio e il VĢO2 basale e quindi moltiplicato per la durata del respiro corrispondente. Il VĢO2 ĆØ stato registrato per 20 min durante la fase di recupero.
I valori di fine esercizio del VO2 e della frequenza cardiaca (HR) sono stati determinati come media degli ultimi 15 sec della prova sia per i CWR (VĢO2end e HRend) sia per gli INC.
I risultati hanno evidenziato che lāEPOC, lāEPOC/OC, BLa e VĢO2end, and HRend sono aumentati con l’aumentare dell’intensitĆ nei test CWR. Sebbene sia lāEPOC che EPOC/OC abbiano dimostrato una tendenza crescente con l’intensitĆ , il rapporto EPOC/OC ha mostrato una migliore discriminazione e separazione tra le tre intensitĆ LC, MC e HC. LāEPOC/OC ĆØ aumentato significativamente con l’aumentare dell’intensitĆ (LC vs. MC vs. HC = 27,3 ± 8,5 vs. 34,1 ± 8,4 vs. 40,6 ± 9,2%).
Il BMR ha mostrato una correlazione inversa con EPOC/OC nei tre protocolli CWR con coefficienti di correlazione di -0,449 in bassa (p = 0,003), -0,590 in moderata (p = 0,002) e -0,558 in alta intensitĆ (p < 0,001).
Nell’analisi di regressione, il BMR ĆØ emerso come il predittore più significativo del rapporto EPOC/OC rispetto a BLa, etĆ , BMI e vari parametri derivati āādal INC e i CWR.
Il rapporto EPOC/OC, che ricordiamo rappresenta la produzione di EPOC rispetto al OC, può essere considerato una misura composita della capacitĆ di produzione di energia aerobica e dell’efficienza di clearance dellāEPOC. Un rapporto EPOC/OC più elevato potrebbe suggerire una minore capacitĆ di produzione di energia aerobica e/o una velocitĆ di clearance dellāEPOC più lenta, il che potrebbe spiegare la correlazione più forte tra EPOC/OC e BMR rispetto a quella tra EPOC e BMR.
In conclusione, la relazione tra BMR ed EPOC/OC ha dimostrato un grado moderato di correlazione negativa lineare tra le varie intensitĆ di un protocollo CWR. Emerge come il predittore più significativo del rapporto EPOC/OC rispetto a etĆ , BMI, HR a riposo, HRmax, VĢO2max, soglia anaerobica derivata da INC e BLa, VĢO2end, HRend ottenuti dai protocolli CWR.

