Bodybuilder e visceromegalia: cosa si nasconde dietro l’aumento degli organi interni?

Bodybuilder e visceromegalia: cosa si nasconde dietro l’aumento degli organi interni?

I bodybuilder agonistici combinano un allenamento contro resistenza strutturato con diete ad alto contenuto proteico per stimolare la sintesi proteica e massimizzare l’ipertrofia muscolare.

Il loro apporto proteico abituale spazia da 2 a oltre 4 g per kg di massa corporea al giorno, superando di gran lunga le raccomandazioni ufficiali e i livelli medi riscontrati in altre popolazioni atletiche o in individui sani e attivi.

Sebbene sia stato ipotizzato che una dieta iperproteica protratta nel tempo possa stimolare la sintesi proteica e l’ipertrofia anche negli organi interni, come fegato e reni preposti al metabolismo amminoacidico e all’eliminazione dell’azoto, la letteratura scientifica presenta dati incoerenti e i presunti benefici muscolari di dosi così elevate rimangono speculativi.

Nonostante sia dimostrato che apporti proteici elevati non compromettano la funzionalità epatica o renale in soggetti sani, rimaneva da chiarire se la maggiore massa magra dei bodybuilder naturali sia in parte dovuta ad un ingrossamento dei visceri.

Parallelamente, molti atleti ricorrono farmaci per il miglioramento estetico e prestazionale (APED, appearance- and performance-enhancing drugs) includendo steroidi anabolizzanti androgeni e ormoni non steroidei come l’ormone della crescita, l’insulina, gli ormoni tiroidei e il clenbuterolo.

Se da un lato queste sostanze incrementano la massa muscolare, dall’altro sono state collegate alla marcata dilatazione e protrusione dell’addome, nota nel gergo popolare come “bubble gut”, “steroid gut” o “Palumboismo” (quest’ultimo termine deriva dal culturista professionista Dave Palumbo, che negli anni ’90 mostrò una marcata distensione addominale nonostante una bassissima percentuale di grasso corporeo).

Inoltre, vi sono gravi preoccupazioni per l’ipertrofia cardiaca e le conseguenti complicanze cardiovascolari che aumentano il rischio di morte prematura in chi fa uso di questi farmaci.

A causa di vincoli etici e legali, oltre che dei costi e della complessità associati a tecniche di imaging avanzate come la risonanza magnetica (MRI), non esistono dati quantitativi che confrontino i volumi degli organi viscerali in culturisti che fanno uso di sostanze per il miglioramento dell’aspetto e delle prestazioni rispetto a culturisti o adulti fisicamente attivi a livello amatoriale che non ne fanno uso.

Nello studio di Fuchs et al. (Med Sci Sports Exerc. 2026 Sep 1;58(9):1878-1890. doi: 10.1249/MSS.0000000000004011) gli autori hanno vakutato e comparato tramite risonanza magnetica i volumi di fegato, cuore, milza e reni tra controlli attivi, bodybuilder natural e bodybuilder che utilizzano farmaci per il miglioramento estetico e prestazionale.

Lo studio ha selezionato 45 maschi adulti (età compresa tra 22 e 41 anni), suddivisi equamente in tre gruppi (n = 15 per gruppo):

  • CON (Controlli): Maschi ricreativamente attivi (1–3 sessioni a settimana di attività generica), non impegnati in allenamenti strutturati contro resistenza
  • BB-NAT (Bodybuilder Natural Agonisti): Atleti agonisti natural o con storia esente da uso di APED, partecipanti a federazioni con test antidoping
  • BB-USE (Bodybuilder Agonisti Utilizzatori di APED): Atleti agonisti attualmente utilizzatori di APED senza restrizioni su dosaggio, sostanza o frequenza

L’apporto alimentare abituale è stato valutato attraverso un diario alimentare di 7 giorni relativo al periodo circostante i test, compilato dai partecipanti e successivamente revisionato da un dietista qualificato per verificarne accuratezza e plausibilità.

I valori nutrizionali sono stati elaborati utilizzando la banca dati alimentare olandese NEVO.

Le caratteristiche dell’allenamento, quali anni di pratica, frequenza settimanale e durata delle sessioni, sono state rilevate mediante un sondaggio dedicato.

Nel gruppo degli utilizzatori di sostanze, l’uso degli APED è stato rilevato tramite un’autodichiarazione dettagliata e aggregato a livello di gruppo per preservare la riservatezza dei partecipanti.

La composizione corporea generale è stata misurata tramite assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA), ottenendo stime di massa magra totale, massa grassa e contenuto minerale osseo.

Le misurazioni volumetriche ad alta precisione sono state eseguite mediante un sistema di risonanza magnetica a 3.0 Tesla.

Sono stati quantificati i volumi dei principali gruppi muscolari (cosce, torso, spalle e braccia) e viscerali (fegato, cuore, milza, reni).

Infine, è stato misurato il tasso metabolico basale (BMR), la pressione arteriosa e frequenza cardiaca a riposo.

I risultati hanno evidenziato che non sono state riscontrate differenze significative tra i tre gruppi per quanto riguarda età, altezza e densità minerale ossea.

Tuttavia, il gruppo BB-USE ha mostrato deviazioni marcate in diversi parametri fisiologici.

I volumi di tutti gli organi interni esaminati (fegato, cuore, milza e reni) sono risultati significativamente maggiori nel gruppo BB-USE rispetto sia a BB-NAT sia a CON.

Al contrario, tra i BB-NAT e CON non è stata riscontrata alcuna differenza significativa nei volumi degli organi.

In particolare:

  • Fegato: 2,57 ± 0,39 L in BB-USE rispetto a 1,82 ± 0,20 L in BB-NAT e 1,79 ± 0,21 L in CON (un incremento del +35–40% negli utilizzatori di APED)
  • Cuore: 1,20 ± 0,15 L in BB-USE rispetto a 0,89 ± 0,14 L in BB-NAT e 0,83 ± 0,15 L in CON (+35–40%)
  • Milza: i volumi sono risultati superiori di circa il 35–40% nel gruppo BB-USE rispetto agli altri due gruppi
  • Reni: l’ingrossamento ha superato il +50% nei soggetti BB-USE (rene sinistro: 337 ± 61 mL; destro: 317 ± 52 mL) rispetto a BB-NAT (219 ± 38 mL e 210 ± 27 mL) e CON (215 ± 55 mL e 190 ± 37 mL)

I dati di risonanza magnetica relativi al volume muscolare evidenziano che i volumi muscolari seguono la gerarchia BB-USE > BB-NAT > CON in tutti i distretti corporei analizzati.

Lo studio evidenzia che la differenza relativa più marcata tra BB-USE e BB-NAT si registra nel muscolo trapezio (CON: 275 ± 8, BB-NAT: 383 ± 46, BB-USE: 530 ± 84), fenomeno spiegabile con la densità particolarmente elevata di recettori androgeni nei muscoli del collo e del tronco superiore.

L’assunzione proteica giornaliera è risultata molto più elevata nei due gruppi di bodybuilder rispetto ai controlli:

  • BB-USE: 2,9 ± 0,4 g/kg di peso corporeo al giorno (288 ± 47 g/die).
  • BB-NAT: 2,5 ± 0,6 g/kg/die (213 ± 57 g/die).
  • CON: 1,4 ± 0,3 g/kg/die (110 ± 17 g/die).

L’apporto proteico relativo non differiva in modo significativo tra i due gruppi di bodybuilder.

Il BB-USE ha mostrato alterazioni fisiologiche a riposo rispetto agli altri due gruppi:

  • Tasso metabolico basale: significativamente più alto in BB-USE (2683 ± 348 kcal/die) rispetto a BB-NAT (1957 ± 194 kcal/die) e CON (1806 ± 145 kcal/die)
  • Frequenza cardiaca a riposo: significativamente superiore in BB-USE (71 ± 13 bpm) rispetto a BB-NAT (58 ± 7 bpm) e CON (58 ± 8 bpm)
  • Pressione arteriosa sistolica: più elevata nei soggetti BB-USE (130 ± 13 mmHg) rispetto ai controlli (117 ± 7 mmHg)

In conclusione, non è stata rilevata alcuna differenza statisticamente significativa nei volumi di alcun organo viscerale tra BB-NAT e CON, nonostante i primi consumassero quantitativi proteici tripli rispetto ai fabbisogni della popolazione generale per oltre un decennio.

Lo studio dimostra che nei bodybuilder la visceromegalia è una conseguenza dell’uso di farmaci APED e non dell’elevato apporto proteico alimentare.