Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità a livello globale, colpendo in modo significativo le donne in età avanzata.
Un problema rilevante è l’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione (EF) preservata, una condizione che interessa circa la metà dei pazienti con scompenso cardiaco e che colpisce sproporzionatamente le donne
Dopo la menopausa, diversi fattori di rischio cardiovascolare tendono a peggiorare, diventando predittori indipendenti di eventi avversi e mortalità.
L’invecchiamento influisce negativamente sul cuore attraverso vari meccanismi, che comprendono modifiche strutturali che comportano ipertrofia cardiaca (ispessimento delle pareti ventricolari), rimodellamento degli atri e dei ventricoli, fibrosi e aumento dello stress ossidativo.
Queste alterazioni contribuiscono all’insorgenza della disfunzione diastolica (alterazione della capacità del ventricolo sinistro di riempirsi a pressioni normali, dovuta a rallentato rilassamento, ridotta compliance o aumento della rigidità della parete ventricolare) che, sebbene spesso asintomatica, può evolvere in forme gravi di insufficienza cardiaca difficili da trattare farmacologicamente e associate ad un declino della qualità della vita.
Data la limitata efficacia delle terapie farmacologiche attuali, l’esercizio fisico emerge come una promettente strategia non farmacologica.
Gli studi sugli effetti dell’RT sulla funzione cardiaca negli anziani hanno prodotto risultati contrastanti, principalmente a causa della loro breve durata (spesso limitata a 10-16 settimane).
Nello studio di Rodrigues et al. (Med Sci Sports Exerc. 2026 Jun 1;58(6):1288-1299. doi: 10.1249/MSS.0000000000003940) gli autori hanno svolto uno studio clinico randomizzato e controllato per esaminare gli effetti di un programma di allenamento contro resistenza progressivo supervisionato, condotto nell’arco di 2 anni, sulla struttura e sulla funzione cardiaca in donne anziane.
L’indagine fa parte dell’Active Aging Longitudinal Study, un trial clinico randomizzato controllato della durata di 2 anni.
Sono state reclutate donne di età pari o superiore a 60 anni, fisicamente indipendenti e che non avessero praticato attività fisica strutturata più di una volta a settimana nei tre mesi precedenti.
Delle 105 donne inizialmente intervistate, 82 sono state assegnate casualmente al gruppo di allenamento (TG) o al gruppo di controllo (CG).
Al termine dei due anni, il campione finale comprendeva 64 partecipanti (33 nel TG e 31 nel CG).
Il programma di allenamento prevedeva le seguenti caratteristiche:
- Frequenza e durata: 3 sessioni a settimana per 2 anni
- Esercizi: 8 esercizi per tutto il corpo (4 per il tronco/arti superiori e 4 per gli arti inferiori) eseguiti su macchine e pesi liberi
- Intensità e volume: Ogni esercizio prevedeva 3 serie da 8–12 ripetizioni
- Progressione del carico: I carichi venivano regolati settimanalmente con incrementi del 2–5% per la parte superiore e del 5–10% per la parte inferiore del corpo per mantenere l’intensità desiderata
- Supervisione: Tutte le sessioni erano supervisionate da professionisti esperti per garantire la corretta tecnica e la sicurezza
Le partecipanti sono state sottoposte a una serie di test completi sia all’inizio che dopo i 2 anni di intervento:
- Ecocardiografia Doppler: secondo le linee guida correnti, sono stati misurati dimensioni delle camere cardiache, volumi e massa ventricolare sinistra
- Forza muscolare: Valutata tramite test di una ripetizione massima (1RM) su esercizi di chest press, leg extension e preacher curl
- Composizione corporea: Misurata tramite densitometria ossea a raggi X a doppia energia (DXA) per determinare la massa grassa e la massa muscolare scheletrica (SMM)
- Fitness funzionale: Valutata attraverso quattro test: velocità del cammino (4 metri), Timed Up and Go (TUG), 30-s sit-to-stand test e 6-min walk test (6MWT)
- Biomarcatori metabolici: Prelievi di sangue dopo 12 ore di digiuno per analizzare glucosio, profilo lipidico (TC, HDL-c, LDL-c, trigliceridi), proteina C-reattiva e NT-pro-BNP
- Assunzione alimentare: monitorata tramite richiami dietetici di 24 ore in tre giorni non consecutivi
In particolare, la funzione diastolica è stata classificata secondo le raccomandazioni European Association of Echocardiography (EAE) / American Society of Echocardiography (ASE).
Sono stati selezionati i seguenti parametri principali:
- LVEDV, Volume telediastolico del ventricolo sinistro, Indice del precarico e della capacità di riempimento
- LVESV, Volume telesistolico del ventricolo sinistro
- LAVI, Volume atriale sinistro indicizzato
- LVEF, Frazione di eiezione del ventricolo sinistro
- E, onda trans mitralica, flusso di sangue che attraversa la valvola mitrale durante la diastole
- E’ settale e laterale, velocità di rilasciamento miocardico, indice diretto della funzione diastolica del ventricolo sinistro, indipendente dalle pressioni di riempimento
- E/E’, rapporto tra flusso trans mitralico e velocità tissutale, stima della pressione telediastolica
- tempo di decelerazione dell’onda E, riflette la compliance del ventricolo sinistro e la rapidità con cui si equalizzano le pressioni tra atrio e ventricolo
- LVMI, Massa ventricolare sinistra indicizzata
- spessore di parete posteriore e setto
I risultati hanno evidenziato che l’allenamento ha prodotto rimodellamento cardiaco favorevole, mentre il gruppo controllo ha mostrato un peggioramento coerente con l’invecchiamento fisiologico:
- LVMI: TG −5.5% vs CG +11%
- Spessore del setto: TG −3.8% vs CG +7.3%
- Spessore parete posteriore: TG −2.8% vs CG +13.6%
- NT‑proBNP: nessuna variazione significativa in entrambi i gruppi
Questi dati indicano una riduzione dell’ipertrofia ventricolare nel gruppo allenato e un aumento nel gruppo controllo.
Inoltre, si è potuto evidenziare un miglioramento di diversi indici della funzione diastolica e mantenuto la funzione sistolica, mentre il gruppo controllo è peggiorato.
Nel complesso, l’allenamento ha migliorato il rilasciamento ventricolare e ridotto le pressioni di riempimento, mentre il gruppo controllo ha mostrato un chiaro deterioramento.
Per quanto riguarda i biomarcatori metabolici, il gruppo allenato ha mostrato miglioramenti significativi, mentre il gruppo controllo è peggiorato:
- Glucosio: TG −8.9% vs CG +3%
- Colesterolo totale: TG −7.9% vs CG +13.9%
- LDL‑c: TG −10% vs CG +18.9%
- Trigliceridi, HDL‑c, PCR: nessuna differenza significativa
Per la forza muscolare e fitness funzionale, il TG ha migliorato tutti gli indici, mentre il CG è peggiorato.
In conclusione, dopo 2 anni, l’allenamento con sovraccarichi ha migliorato:
- la struttura cardiaca (riduzione ipertrofia, volumi più fisiologici)
- la funzione diastolica e mantenuto la funzione sistolica
- il profilo metabolico
- aumentato massa muscolare e forza
- la capacità funzionale
Il gruppo controllo ha mostrato un progressivo deterioramento in quasi tutti i domini, coerente con l’invecchiamento non contrastato.
In sintesi, un allenamento contro resistenza di lunga durata contribuisce a preservare la morfologia e la funzione cardiaca nelle donne anziane.

