Allenarsi meglio partendo dalla fase eccentrica

Allenarsi meglio partendo dalla fase eccentrica

Le fasi eccentrica e concentrica sono due momenti fondamentali di ogni movimento muscolare, e ciascuna ha caratteristiche distinte che influenzano forza, controllo e adattamenti fisiologici.

La fase eccentrica ĆØ quella parte del movimento in cui il muscolo si allunga mentre continua a contrarsi, controllando la resistenza. ƈ spesso chiamata anche fase negativa e rappresenta un momento cruciale in molti esercizi di forza. Secondo diversi esperti, la fase eccentrica dovrebbe essere controllata e precisa, e può essere rallentata volontariamente per aumentare il tempo sotto tensione e migliorare la tecnica esecutiva dell’esercizio.

Nello studio di Yeh et al. (Int J Sports Physiol Perform. 2025 Sep 9:1-8. doi: 10.1123/ijspp.2025-0140), gli autori hanno analizzato gli effetti acuti della durata della fase eccentrica della ripetizione durante l’esercizio di squat, mantenendo costante una soglia di perdita di velocitĆ  (velocity-loss, VL) del 20%.

L’obiettivo era capire come la velocitĆ  del movimento eccentrico influenzi la risposta metabolica (es. produzione di lattato) e l’ossigenazione muscolare (monitorata con spettroscopia nel vicino infrarosso, NIRS).

Sono stati selezionati dodici soggetti maschi che hanno eseguito 5 serie di squat con carico relativo, fino ad una perdita del 20% della velocitĆ  concentrica media, corrispondente a 0,70 m/s, con un recupero di 300 s tra le serie.

Le condizioni testate consideravano l’esecuzione della fase eccentrica come: EXP, eccentrica esplosiva, eseguita molto rapidamente; volontaria, velocitĆ  libera, auto-selezionata, cioĆØ il soggetto esegue la fase eccentrica come gli viene naturale, nĆ© esplosivamente nĆ© con un tempo controllato; infine, 4s, controllata, della durata di 4 s.

I risultati principali hanno evidenziato che il tempo eccentrico di 4 s ha prodotto una concentrazione di lattato significativamente più alto rispetto a EXP (3,82 vs 2,89 mmol/L, p = ,002). Anche l’area sotto la curva del lattato risultava maggiore (4Ā s: 112,9 [22,8] vs EXP: 93,8 [25,1]Ā mmolĀ·Lāˆ’1Ā·min,Ā P = ,003,Ā d = 1,02), indicando stress metabolico più prolungato.

Inoltre, si ĆØ riscontrato un maggiore tempo sotto tensione e alterazioni più marcate nell’ossigenazione muscolare (minore saturazione tissutale, indice di utilizzo dell’ossigeno; maggiore emoglobina deossigenata, indicando maggiore estrazione di ossigeno; maggior emoglobina ossigenata, più ossigeno disponibile nel muscolo), nel protocollo 4s rispetto agli atri due.

Nessuna differenza significativa tra le condizioni ĆØ stata osservata nell’emoglobina totale, numero di ripetizioni, volume di allenamento, velocitĆ  e potenza media e percezioni soggettive (fatica, sforzo).

In conclusione, modificare il tempo eccentrico (senza cambiare la soglia di fatica) modula fortemente la risposta metabolica e l’ossigenazione muscolare, pur mantenendo costanti le prestazioni e la percezione dello sforzo. In pratica, rallentare la fase eccentrica dello squat può essere una strategia efficace per aumentare lo stress fisiologico e potenzialmente migliorare gli adattamenti dell’allenamento, senza compromettere la qualitĆ  del movimento.