L’iperlipidemia è il termine che indica un eccesso di grassi o lipidi nel sangue, talvolta chiamata dislipidemia o colesterolo alto.
Livelli elevati di colesterolo totale e bassi livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL) sono fattori di rischio indipendenti e modificabili per le malattie cardiovascolari (CVD).
Livelli elevati di colesterolo totale e lipoproteine a bassa densità (LDL) sono associati ad un aumento del rischio di malattia coronarica (CAD).
Le persone con iperlipidemia non trattata, rispetto a quelle con livelli di colesterolo normali, hanno il doppio delle probabilità di sviluppare CAD.
L’iperlipidemia, in particolare gli alti livelli di colesterolo LDL, può causare disfunzione endoteliale e aumentare lo stress ossidativo, potenzialmente danneggiando l’endotelio.
Cambiamenti salutari nello stile di vita che affrontino l’inattività fisica, migliorino il peso corporeo e consentano un controllo preciso della glicemia sono importanti per migliorare i livelli di colesterolo.
Una dieta salutare per il cuore come la Dietary Approach to Stop Hypertension (DASH), che enfatizza il consumo di abbondanti quantità di:
- verdura
- frutta
- latticini senza grassi o a basso contenuto di grassi
- include
- cereali integrali
- pesce e pollame
e riduce l’assunzione di:
- carne rossa
- latticini interi
- oli tropicali (come olio di cocco, di nocciolo e di palma)
- dolci e bevande zuccherate
ha dimostrato di migliorare il rischio cardiometabolico come l’ipertensione e i livelli di colesterolo.
Sebbene questo modello alimentare raccomandi il consumo di uova, ne limita l’assunzione a non più di quattro tuorli a settimana a causa del loro elevato contenuto di colesterolo.
La relazione tra consumo di uova e rischio di malattie cardiovascolari è stata oggetto di controversie in studi precedenti.
La relazione tra consumo di uova e rischio di malattie cardiovascolari è stata oggetto di controversie negli studi precedenti.
Le associazioni di rischio osservate negli studi osservazionali sono più probabilmente attribuibili ad un modello alimentare complessivamente poco salutare, ricco di grassi saturi, zuccheri e prodotti animali trasformati, oltre che ad un consumo eccessivo di uova e/o alla presenza concomitante di altri fattori di rischio.
Nello studio di Njike et al. (J Am Nutr Assoc. 2026 Mar-Apr;45(3):237-249. doi: 10.1080/27697061.2025.2560431) gli autori hanno esaminato l’effetto del consumo giornaliero di uova, nell’ambito della dieta DASH (Dietary Approach to Stop Hypertension), per 8 settimane sui fattori di rischio cardiometabolico in adulti con iperlipidemia.
Lo studio ha coinvolto 45 adulti con iperlipidemia, con un’età media di 59 anni e una prevalenza femminile (35 femmine, 10 maschi).
La maggior parte dei partecipanti era caucasica, con una piccola rappresentanza di soggetti afroamericani e asiatici.
I partecipanti erano in sovrappeso (29,8 ± 4,7 kg/m2), la loro dilatazione mediata da flusso (FMD, misura la capacità dell’endotelio di dilatare l’arteria in risposta ad un aumento del flusso sanguigno) era in media dell’11,9 ± 7,8% (una FMD maggiore del 5% è generalmente considerata un segno di buona funzione endoteliale nella popolazione adulta).
Tutti presentavano livelli elevati di colesterolo totale e LDL (rispettivamente 229,4 ± 28,1 e 142,0 ± 23,8 mg/dL).
I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale ad una delle due sequenze possibili dei trattamenti previsti: una dieta DASH senza uova e una dieta DASH con uova.
Il disegno sperimentale prevedeva un trial randomizzato, controllato, in singolo cieco, con schema crossover, in cui ogni partecipante completava entrambi i periodi dietetici previsti dal protocollo.
Questo approccio permetteva di confrontare direttamente gli effetti delle due condizioni sperimentali all’interno degli stessi individui, riducendo la variabilità inter‑soggetto e aumentando la potenza statistica dello studio.
Tra i due periodi di trattamento è stato inserito un periodo di washout di otto settimane per evitare effetti residui della prima condizione sulla successiva.
Prima di iniziare la fase sperimentale vera e propria, tutti i partecipanti hanno seguito un periodo di adattamento di quattro settimane basato sulla dieta DASH priva di prodotti a base di uova, così da standardizzare le abitudini alimentari iniziali e ridurre la variabilità di partenza.
Solo dopo questa fase comune è iniziato il primo dei due trattamenti, secondo la sequenza assegnata a ciascun partecipante.
Ciascun trattamento è durato otto settimane.
Per la dieta DASH con le uova (consumo quotidiano di due uova, da assumere come spuntino o all’interno dei pasti principali), i partecipanti hanno ricevuto menu personalizzati e indicazioni per seguire correttamente il modello alimentare DASH da una dietista del gruppo di ricerca, che ha adattato il piano nutrizionale alle preferenze culturali e personali di ciascuno e al loro fabbisogno calorico, stimato tramite l’equazione di Harris‑Benedict.
Per facilitare l’adozione e il mantenimento della dieta, la dietista ha fornito ricette e materiali educativi aggiuntivi, oltre a istruzioni specifiche su come integrare due uova intere al giorno all’interno dei pasti, sostituendo altri alimenti quando necessario.
Ai partecipanti è stato inoltre consigliato di modulare l’apporto calorico in base al livello di attività fisica e al senso di sazietà.
Per la dieta DASH senza le uova, i partecipanti hanno ricevuto indicazioni su come evitare le uova e tutti i prodotti che le contengono all’interno del modello alimentare DASH.
La dietista li ha guidati nella regolazione dell’apporto calorico in base al livello di attività fisica, mantenendo comunque l’esclusione rigorosa di uova e derivati, e lasciando loro la possibilità di modulare l’assunzione di cibo in funzione del senso di sazietà.
I principali parametri analizzati sono stati:
- funzione endoteliale, valutata in modo non invasivo nell’arteria brachiale destra utilizzando un ecografo vascolare ad alta frequenza
- FMD, calcolata come variazione percentuale del diametro dell’arteria brachiale tra la misura basale, e quella ottenuta dopo inflazione del bracciale. In particolare, il bracciale viene gonfiato a ≥ 50 mmHg sopra la pressione sistolica o a ≥ 200 mmHg. L’occlusione dura cinque minuti per indurre ischemia e vasodilatazione reattiva. Il bracciale viene in seguito sgonfiato rapidamente e l’aumento improvviso del flusso sanguigno genera uno stress da taglio, lo stimolo fisiologico che induce la dilatazione endotelio‑ Si registra il diametro arterioso in continuo per 60–180 secondi dopo il rilascio. Il diametro massimo raggiunto in questo intervallo rappresenta la risposta vasodilatatoria.
- colesterolo LDL sierico, dopo aver raccolto i campioni di sangue, sono state misurate le concentrazioni di colesterolo totale (Tchol), trigliceridi (TG) e colesterolo HDL nel siero dei partecipanti a digiuno. Il colesterolo LDL sierico è stato calcolato utilizzando la formula LDL = Tchol − (TG/5 + HDL)
Parametri secondari valutati sono stati:
- trigliceridi sierici, HDL e Tchol
- pressione sanguigna
- sensibilità insulinica
- Proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP)
- massa corporea
- assunzione dietetica, ai partecipanti veniva richiesto di riportare gli alimenti e le bevande consumati nell’arco di tre giorni, includendo due giorni feriali e un giorno del fine settimana, per monitorare eventuali cambiamenti nelle loro abitudini alimentari. I dati raccolti venivano poi esaminati dalla dietista dello studio prima dell’analisi statistica, così da verificarne la completezza e la coerenza con il protocollo
I soggetti venivano valutati prima di ciascun trattamento, cioè al termine del periodo di adattamento e alla fine del periodo di washout, così da garantire condizioni di partenza comparabili prima di ogni fase sperimentale.
Un’ulteriore valutazione veniva effettuata al termine delle otto settimane di intervento.
I risultati hanno evidenziato che l’introito di colesterolo è aumentato in modo significativo durante la fase della dieta DASH che includeva due uova al giorno rispetto alla fase senza uova.
La differenza tra le due condizioni (circa +198 mg/d di colesterolo alimentare) è risultata statisticamente significativa (p < 0,001), indicando che l’aggiunta quotidiana di uova ha effettivamente incrementato l’assunzione di colesterolo rispetto alla dieta DASH priva di uova.
Anche se le uova hanno aumentato l’introito di colesterolo come previsto, questo incremento non si è tradotto in effetti negativi sui parametri cardiometabolici misurati.
I risultati indicano che l’inclusione quotidiana di due uova nella dieta DASH non ha avuto alcun impatto significativo sulla funzione endoteliale rispetto alla stessa dieta priva di uova.
Le variazioni della FMD nei due periodi (ΔI, differenza pre_post osservato durante la fase con uova: 2,7% contro ΔC, differenza pre_post osservato durante la fase senza uova: 3,7%) erano molto simili, e la differenza tra le condizioni (ΔI − ΔC = −1,1%) non era statisticamente significativa (p = 0,767).
Allo stesso modo, il consumo di due uova al giorno non ha determinato un aumento significativo del colesterolo LDL rispetto alla dieta DASH senza uova: la differenza tra le condizioni (ΔI − ΔC = 4,2 mg/dL) non era statisticamente significativa (p = 0,389).
Nessun altro fattore di rischio cardio‑metabolico (pressione arteriosa, altri lipidi plasmatici, proteina C‑reattiva o parametri glicemici) è risultato influenzato dall’aggiunta quotidiana di uova alla dieta DASH.
In sintesi, in adulti affetti da iperlipidemia, il consumo giornaliero di uova come parte di una dieta sana per il cuore non ha compromesso gli indicatori di salute cardio-metabolica.

