Il fumo di sigaretta gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di malattie cardiovascolari e polmonari.
Oltre a queste malattie, il fumo gioca un ruolo cruciale anche nello sviluppo dell’intolleranza all’esercizio fisico (ridotta capacitĆ di sostenere sforzi fisici).
Sebbene le comorbilità che si sviluppano a causa del fumo possano manifestare i loro effetti più concretamente in età avanzata, purtroppo i giovani non hanno sufficiente consapevolezza di questo problema.
Il monossido di carbonio (CO) ĆØ uno dei principali componenti del fumo di sigaretta. Il CO può avere un’affinitĆ per l’emoglobina da 200 a 250 volte superiore a quella dell’ossigeno.
Questo porta a vari meccanismi che influenzano la produzione di energia ossidativa nel tessuto muscolare.
Infatti, sebbene il sangue possa avere una saturazione apparentemente ānormaleā, i tessuti (soprattutto i muscoli) ricevono meno ossigeno.
Il CO, infatti, si lega allāemoglobina in modo cosƬ forte da causare uno spostamento a sinistra della curva di dissociazione dellāossigeno: in altre parole, lāemoglobina trattiene lāossigeno e lo rilascia solo quando la PaOā si abbassa ulteriormente.
Questo ritardo nel rilascio dellāossigeno porta ad una minore disponibilitĆ per i tessuti durante lāesercizio, contribuendo a sintomi quali affaticamento e crampi muscolari.
Inoltre, il CO si lega alla mioglobina nel tessuto muscolare, formando carbossi-mioglobina; questa situazione causa l’inattivazione della mioglobina, che funge da riserva di ossigeno nel tessuto muscolare.
Infine, il CO interagisce con la citocromo c ossidasi, coinvolta nella produzione di energia per via ossidativa, e ne causa l’inattivazione.
Studi che hanno valutato gli effetti del fumo sul muscolo scheletrico hanno dimostrato che la resistenza alla fatica ĆØ inferiore nei fumatori rispetto ai non fumatori.
Nello studio di Kerget et al. (Eur J Appl Physiol. 2025 Jun 14. doi: 10.1007/s00421-025-05829-8), gli autori hanno valutato la variazione nell’ossigenazione del muscolo vasto laterale durante il 6-min walking test in giovani fumatori rispetto a quelli che non hanno mai fumato.
Sono stati selezionati 40 soggetti fumatori e 30 non, etĆ media 23 anni, studenti presso lāuniversitĆ dove insegnano gli autori dello studio.
Prima dell’inizio dello studio i soggetti hanno eseguito un test di funzionalitĆ polmonare (PFT, pulmonary function tests) per confermare l’assenza di patologie polmonari ostruttive.
Sono stati eseguiti tre spirogrammi, che sono risultati conformi ai criteri di riproducibilitĆ e accettabilitĆ secondo le linee guida ATS/ERS (American Thoracic Society/European Respiratory Society) aggiornate al 2019.
Soni stati misurati i livelli di CO (i livelli di CO espirata forniscono unāindicazione della quantitĆ di CO accumulata nel corpo e quindi della quantitĆ di fumo inalato); ai soggetti ĆØ stato chiesto di inspirare profondamente, trattenere l’aria per 15 s ed espirare lentamente fino al completo svuotamento polmonare. La CO espirata ĆØ stata misurata simultaneamente nei soggetti che hanno completato il test PFT.
Ć inoltre stato calcolato il Heaviness of Smoking Index (HSI), strumento quantitativo utilizzato per misurare lāintensitĆ della dipendenza da nicotina tra i partecipanti fumatori. Più precisamente, lāHSI ĆØ stato calcolato sommando due parametri chiave: il tempo dalla sveglia alla prima sigaretta (entro 5 minuti ā 3 punti; 6ā30 minuti ā 2 punti; 31ā60 minuti ā 1 punto; dopo 60 minuti ā 0 punti); il numero di sigarette fumate al giorno (meno di 10 ā 0 punti; 11ā20 ā 1 punto; 21ā30 ā 2 punti; più di 31 ā 3 punti).
Prima di eseguire il test, sono stati rilevati dati antropometrici fondamentali quali etĆ , altezza e peso, e sono state adottate precauzioni per evitare fattori che potessero alterare i risultati della prova. Per esempio, ai soggetti ĆØ stato chiesto di non fumare per 24 ore, di evitare assunzione di alcol per almeno 4 ore, di non svolgere esercizi intensi 30 min prima del test, di non indossare abiti che limitassero i movimenti del torace e dell’addome e di non consumare pasti pesanti entro 2 ore dal test.
Prima e dopo il test, sono stati calcolati i punteggi di dispnea di Borg, dove 0 indicava l’assenza di dispnea e 10 dispnea molto grave.
Il test fisico consisteva nel Six-Minute Walk Test (6MWT): ciascun soggetto percorreva un corridoio rettilineo di 30 metri ācamminando il più velocemente possibileā per sei minuti, mantenendo unāandatura autogestita ma sostenuta. Prima del test fisico, i pazienti si sono riposati per almeno 15 min, ed ĆØ stata misurata la saturazione dell’ossigeno.
Al termine del test, sono state registrate: frequenza cardiaca, punteggio di dispnea secondo la scala di Borg, affaticamento soggettivo, e, soprattutto, i livelli di ossigenazione muscolare (SmOā), misurati nel muscolo vasto laterale con spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS). Il dispositivo ha iniziato a registrare all’inizio del test e ha continuato fino alla fine (lo strumento misura in tempo reale il rapporto tra la concentrazione di ossiemoglobina e la concentrazione totale di emoglobina nel muscolo e lo riporta come percentuale, mostrata come saturazione di ossigeno muscolare o SmOā; se la SmOā ĆØ alta, vuol dire che il muscolo ha buone riserve di ossigeno disponibile; se la SmOā scende, indica che il muscolo sta consumando ossigeno più velocemente di quanto riesca a riceverlo dal sangue).
I risultati hanno evidenziato che nei fumatori, la CO espirata, la frequenza cardiaca all’inizio e alla fine del 6MWT, la dispnea e i punteggi di affaticamento erano significativamente più alti rispetto ai non fumatori (p < 0,001).
I livelli massimi e minimi di SmOā misurati all’inizio e alla fine del 6MWT erano inferiori nei fumatori (p < 0,001), mentre le variazioni di SmOā durante il test (āSmO2, quanto diminuisce lāossigeno nei muscoli) erano maggiori nei fumatori (p < 0,001).
Ć stata trovata una correlazione negativa molto forte tra i valori HSI e i valori massimi e minimi di SmOā (R = ā0.91 e ā0.9, p < 0.001), cioĆØ, più alto ĆØ il livello di dipendenza da nicotina, più bassa ĆØ la saturazione muscolare di ossigeno, sia a riposo sia al termine dellāesercizio.
Inoltre, si ĆØ osservata una correlazione positiva tra HSI e ĪSmOā durante il test (R = 0.79, p < 0.001): ovvero, maggiore ĆØ la dipendenza da fumo, più marcato ĆØ il crollo dellāossigenazione muscolare sotto sforzo.
In conclusione, il tabacco e i prodotti del tabacco rappresentano una minaccia significativa per i giovani di oggi, dove l’etĆ in cui si inizia a fumare si ĆØ abbassata.
Sebbene l’incidenza delle comorbilitĆ legate al fumo sia bassa nei giovani, la ridotta ossigenazione muscolare fornisce informazioni essenziali in termini di comorbilitĆ che possono essere osservate in etĆ avanzata.

